cremonini

Lo chiamavano Raffaello, ma era il 10

10. Diadora. Raffaello.

E’ arduo raccontare qualcosa di te che gli altri non sappiano già, perché sei stato per anni sotto i riflettori. Quei quattro riflettori che sono posizionati negli angoli del campo e non quelli della televisione.

Tu non eri da studio televisivo e Formentera. Tu eri quello che dava l’anima in campo e faceva sognare i tifosi e i bambini. Tu eri quello che litigava con il ‘mister’ perché avevi troppa personalità ed estro. Tu eri quello che ha tirato un rigore decisivo e lo ha maledettamente spedito alle stelle, ma tu sei il 10.

De Gregori diceva “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia” e tu avevi fantasia da vendere.

Ti vedevo giocare e sognavo di diventare come te, con le scarpette Diadora con la tua firma sopra e il logo giallo fluo, quando ancora le scarpe erano soltanto nere e non una fiera di colori come adesso.

Entravo negli spogliatoi e mi chiedevo:

chissà cosa fa il 10 prima di entrare in campo,

quale scarpa si allaccia prima,

cosa pensa quando inizia la partita

e come affronterà le critiche post partita

Sì perché quelli con l’estro all’ennesima potenza come te non possono essere capiti da tutti e l’unico modo che avevano di affrontarti era la critica. Ho sempre adorato le storie dei numeri 10, che adesso sono una rarità, quelle che partono dai settori giovanili di squadre piccole e arrivano sul tetto del mondo.

L’Avvocato Agnelli definì il tuo successore Pinturicchio perché allievo del grande Maestro Raffaello, come invece definì te. Raffaello perché eri perfetto nelle tue idee, elegante nelle tue movenze e intelligente dentro e fuori dal campo.

Raffaello.

Senza togliere onore e importanza alle parole dell’Avvocato, per me, per quel bambino che correva con le tue scarpe e sognava di fare uno dei tuoi goal, che ti ricorda coi brividi per tutto il corpo, tu eri il 10.

Un giorno mi hanno chiesto “se ti dico 10 tu a cosa pensi?”, e io senza indugiare risposi “Baggio”.

Cremonini cantava “da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”, aveva ragione.

E sì…secondo me ti allacciavi prima la scarpa sinistra che quella destra prima di entrare in campo. Come faccio io.

Roberto Baggio 10

Roberto Baggio 10